Finalista al Premio Internazionale Mario Luzi XX edizione - 2024/25
OLTRE L'OMBRA DEI COLORI È UN ROMANZO A TEMA ARTISTICO E PSICOLOGICO AMBIENTATO NELLA NAPOLI DI FINE OTTOCENTO
Un dipinto può celare al suo autore un segreto così grande che, se interpretato, può sconvolgere per sempre la sua stessa vita?
Oltre l’ombra dei colori pone dei quesiti. È questa la domanda principale che sottende il romanzo. Altro leitmotiv della vicenda è il motto latino veritas filia temporis. Nessuna verità può restare occulta per tanto tempo; prima o poi troverà il modo, anche virulento, di emergere.
Il romanzo è anche un viaggio alla ricerca si sé stessi,
del senso della propria vita e delle proprie radici; un viaggio che a volte può mettere in discussione le proprie certezze. Il protagonista, dopo gli eventi del romanzo, non riuscirà a dare più lo stesso significato al mondo nel quale aveva vissuto e, in questo percorso di scoperta anche interiore, dovrà necessariamente affrontare il dilemma se uscire oppure no dalla sua caverna platonica.
Attorno alla figura del protagonista si snocciola una serie di personaggi molto diversi tra loro,
per situazione sociale e peso narrativo, grazie ai quali prende forma sulla pagina l’altra vera protagonista del romanzo: Napoli. La città, bella e tragica, si presenta in tutte le sue sfaccettature, e con i suoi vicoli e le sue ombre emerge come l’ambientazione perfetta per questo romanzo che, proprio sulla costante commistione tra la vita e sulla morte, poggia il suo pilastro più importante. L’autore racconta la città senza mai fare l’occhiolino alla caricatura ma con grande rispetto e vi colloca il prodotto della sua immaginazione incastrandolo molto bene nella cornice scelta, dalla quale sembra essersi fatto ispirare.
La storia è molto densa di avvenimenti ma i frequenti colpi di scena, i dialoghi tra i personaggi e l’ambientazione coerente rispetto alla storia contribuiscono a mantenere alta l’attenzione del lettore, anche quando le situazioni descritte sfiorano il surreale. Considerando la mole degli eventi che prendono forma nel romanzo, il numero dei personaggi è relativamente circoscritto e ciascuno di essi è ben caratterizzato, risultando subito familiare per il lettore.
C’è un alone di costante mistero nella narrazione che procede a un ritmo costante, sostenuta da uno stile lineare che ha una propria personalità. Il lettore è invogliato a proseguire la lettura per conoscere lo scioglimento delle situazioni via via sempre più intricate, ma allo stesso tempo è spinto a godere della pagina lentamente, dandole il tempo che si merita. Forse anche questo in pieno stile napoletano.
PRESENTAZIONE AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2025
RECENSIONE
«Quando è vera, la pittura non si ferma alla superficie, ma ti conduce in profondità, tra le ombre, oltre l’ombra dei colori, verso l’essenza invisibile e nascosta che solo il cuore può cogliere»
“Oltre l’ombra dei colori” di Carlo Morriello è un avvincente romanzo ambientato a Napoli nel 1892; un’opera enigmatica e ricca di colpi di scena, caratterizzata da un’estrema cura per i dettagli e da un attento sviluppo della psicologia dei personaggi. Il protagonista e voce narrante della vicenda è Michele Castaldo, un talentuoso pittore che non ha mai raggiunto la considerazione che meritava; nel giro di pochi giorni si ritrova invece ad ottenere due commissioni importanti: un affresco dal soggetto religioso nel monastero di Santa Chiara e un altro, dai connotati più simbolici e profani, presso il palazzo di un eccentrico conte. Lo svolgimento di queste due opere pittoriche darà luogo a una serie di tragiche coincidenze che porteranno Michele su una strada accidentata e pericolosa, e che gli mostreranno una desolante verità su sé stesso e sulla sua famiglia.
L’autore ci fa avvertire vividamente la peculiare atmosfera della vibrante Napoli di fine Ottocento, in piena trasformazione urbanistica e identitaria; la città diviene un personaggio a tutti gli effetti, e riesce a riflettere alla perfezione quella che sarà la metamorfosi del protagonista Michele, il suo traumatico passaggio dalla luce all’oscurità. Così come Napoli è l’emblema della solarità ma custodisce nei suoi sotterranei un mondo misterioso e cupo, anche l’anima di Michele sarà attraversata da colori fortemente contrastanti. La pittura stessa diviene personaggio, in quanto anch’essa portatrice di una metafora trasformativa: come in ogni cambiamento, però, vi è uno stadio di decostruzione, che non può essere indolore; parimenti alle fasi alchemiche della Nigredo, dell’Albedo e della Rubedo, si deve raggiungere la corruzione della materia per aspirare poi alla sublimazione.
Sotto una pesante cappa di superstizioni e di maledizioni, si svolge l’intricata avventura di Michele: tra segreti, enigmi, intrighi e simbologie occulte, si porta avanti un’interessante riflessione sull’arte e sulla sua funzione consolatoria ed eternatrice, in una vicenda di vita e morte, di amore e odio, di dannazione e redenzione. Mentre il passato viene lentamente riscritto, esercitando una profonda influenza sul protagonista, nell’angosciante presente la storia di Michele si lega a quella di un pittore reso folle dai suoi demoni interiori, e a quella di un’affascinante donna ritratta in un suo dipinto, rendendo labile il confine tra la realtà e le distorsioni della sua mente, e conducendo a un finale sorprendente e per nulla scontato.
